Anche se unanimemente considerato un formaggio, la ricotta è, in realtà, un latticino non derivante diret- tamente dalla cagliata, ma ottenuto da un processo di riutilizzo del siero di latte residuato da precedenti lavorazioni di formaggio, che viene riscaldato seguendo precise fasi tecniche.
Il termine deriva infatti dal latino: re-cout, cotto due volte. Il siero viene portato ad una temperatura che consenta la coagulazione delle proteine del latte con conseguente formazione, in superficie, di delicati fiocchi bianchi che, unendosi, formano uno strato compatto. Con l’utilizzo della schiumarola, questa morbida massa viene estratta e riposta in appositi cestelli, che ne permettano lo sgocciolamento dei residui di siero.
La ricotta ha origini antiche: ci sono documentazioni storiche che ne attribuiscono la scoperta già alle civiltà Sumere e dell’Antico Egitto. Vi è addirittura una citazione nell’Odissea che conferma una sua diffusione nell’ambiente Greco e poi Romano.
La tradizione cristiana attribuisce a San Francesco d’Assisi l’insegnamento delle tecniche per ottenere la ricotta ai pastori del Lazio.
La nostra ricotta si presenta cremosa e vellutata, senza alcuna aggiunta di ulteriori grassi.
Ideale per arricchire preparazioni dolci e salate, si può mangiare al cucchiaio con l’aggiunta di un po’ di zucchero, come facevano i nostri nonni, e, per i più golosi, anche con un pizzico di cacao.